Ce ne stavano tanti di quel sabato di aprile del 2018:
c'era la Juve, che quella sera ci fece passare la serata più triste e rabbiosa degli ultimi 10 anni;
c'era l'Inter, che comunque poteva fare molto di più in quei minuti finali;
c'era Chiellini, che allora festeggiava e ieri schiumava rabbia;
c'era Spalletti, che a parte il caso Pjanic, con quella balorda sostituzione Icardi-Santon concesse di fatto la vittoria alla Juve;
e ieri sembrava di vedere il grandissimo 'Mulholland Drive', tutti gli stessi personaggi ma in ruoli diversi. E tutti hanno perso qualcosa, chi i punti, chi la dignità.
L'Inter probabilmente vincerà lo scudetto, ma oggi leggevo Bastoni che è stato costretto a chiudere il suo account per le troppe offese e minacce; Chivu si è tolto finalmente quella maschera di Pontefice, rimettendo il caschetto e tornando ai tempi di quando da viscido diene un brutto pugno a Marco Rossi del Bari; Spalletti ha perso il suo aplombe e sputava veleno all'arbitro mentre entrava nello spogliatoio, insieme a Chiellini e al suo dirigente. Barella riconosciuto antisportivo ufficiale, Bastoni manco a parlarne, è la persona più odiata del momento, probabilmente non va a farsi il mondiale, Rocchi che piange scusandosi dell'errore e annunciando il suo addio a fine stagione. Sempre Chivu umiliato in tv da Aldo Serena e Paolo Condò. Tutti che guardavano schifati Bastoni che esultava all'espulsione di un collega. Si stanno scornando Milano e Torino, la feccia d'Italia.
Oltre a riabilitare completamente e totalmente l'immagine di Vergara, ma ieri è stato vendicato, a distanza di 8 anni, quello scudetto che quella partita maledetta ci tolse. Anzi, è un po' come ce l'avessero dato. Perchè io ieri ho goduto tanto, ma tantissimo, perchè è una partita dove hanno perso tutti, anche il Milan, che ha vissuto quello che noi vivemmo quella sera. Mister Sarri, da oggi quell'albergo pesa di meno, stiamo comodi sul divano e guardiamo come si ammazzano tra loro le mèrde.