Mimmo Carratelli, sul Corriere dello Sport, firma un articolo dal titolo “A proposito di De Bruyne”.
Nel corpo del pezzo, però, De Bruyne non viene mai nominato direttamente. Il ragionamento è costruito per allusione, attraverso il ricordo di Diego Armando Maradona e del suo primo Napoli.
Carratelli ricorda che Maradona arrivò nel 1984 senza conoscere davvero Napoli, il Napoli e i napoletani, e soprattutto “niente pretendendo”.
Non chiese un allenatore di fiducia. Non pretese una squadra già pronta per lo scudetto. Non mise davanti il suo status di fuoriclasse assoluto.
Trovò una squadra complicata, con problemi di campo, di classifica e di spogliatoio. Eppure, scrive Carratelli, “si batté come un gregario”.
Questa è la parte più forte dell’articolo.
Il più grande di tutti non usò le difficoltà come alibi. Non scaricò il peso dei problemi sui compagni, sull’allenatore o sulla società. Non si mise fuori dal gruppo.
Accettò il Napoli che aveva trovato e provò a cambiarlo con il talento, il lavoro e la responsabilità.
Carratelli lo sintetizza in modo chiarissimo: “mai pretese niente”.
Ed è qui che il riferimento a De Bruyne, pur senza essere esplicito nel testo, diventa evidente.
Il punto non è paragonare De Bruyne a Maradona. Sarebbe ingiusto e perfino inutile.
Il punto è un altro: a Napoli il campione non viene giudicato solo dal curriculum, ma anche da come si comporta quando le cose non vanno come immaginava.
Carratelli scrive: “Così fanno i campioni”.
Si mettono a disposizione. Aiutano la squadra. Si prendono responsabilità. Non trasformano il proprio valore individuale in una distanza dal gruppo.
Maradona non chiese al Napoli di adattarsi a lui. Fece il contrario: entrò nel Napoli, ne accettò i problemi e ne diventò il riferimento.
Per questo è diventato Diego.
Non solo perché era il più forte, ma perché capì che a Napoli la grandezza non è mai soltanto una questione tecnica.
È appartenenza, responsabilità, rispetto.
Il resto, per dirla ancora con Carratelli, appartiene ai “signorini del pallone” con “bizze e pretese”.